Isola del Cinema di Roma, innovazione e MICE nell’edizione 2019

/, Uncategorized/Isola del Cinema di Roma, innovazione e MICE nell’edizione 2019

 

La magia compie un quarto di secolo e lo fa all’Isola del Cinema, manifestazione creata e diretta da Giorgio Ginori. “Isola Tiberina rappresenta un sogno per me e per Marco Spagnoli, critico, amante del cinema, con cui l’ho creata, assieme a Michele Lo Foco, allora direttore di Cinecittà” racconta. “Erano in pochi a crederci – continua Ginori – avevamo una associazione di giovani registi, in cui ricordo un giovane Matteo Garrone e Paolo Sorrentino”. “Abbiamo condiviso sogni che per alcuni si sono realizzati”.

Quello che distingue l’Isola del Cinema, rispetto a ogni altra manifestazione analoga è la sua posizione, nel cuore palpitante di Roma, città che rende perfetta la sua vocazione all’accoglienza internazionale”. Sono più di 100 i Paesi presenti alla manifestazione, tra cui i grandi affezionati Australia, Giappone, Israele.

L’Isola Tiberina in occasione della manifestazione diventa un luogo dove si prendono appuntamenti per sviluppare idee e film, creare cinema. Aggiunge Michele Lo Foco: “L’Isola Tiberina è l’arena più bella del mondo, il cinema in questo sito Unesco, aggiunge valore a Roma perché i turisti che vengono hanno bisogno di intrattenimento, e questo è un ambiente raffinato, intellettuale, si parla di cinema, si parla di libri”.

Tra i progetti di contaminazione con turismo e tecnologia quello di Carlo Infante, ideatore di Urban Experience, il quale ha lanciato una piattaforma di podcast georeferenziali per muoversi nella città ascoltando storie di cinema. “Non solo perché Roma  è bella – dice – ma perché la sua bellezza è stratificata”. I podcast geo-localizzati evocano le scene e le location dei film girati a Roma. Per ascoltarli si scarica l’app, gratuita Loquis, che funziona come un navigatore ma, al posto delle indicazioni stradali, propone storie e notizie, in cinque lingue, sui luoghi che si stanno attraversando. Sempre in ambito dell’innovazione Mariangela Matarozzo, founder di VRExperience ha realizzato uno spazio immersivo per fruire di un cinema virtuale presentando un VR sulla vita di Leonardo da Vinci di cui si celebra il cinquecentenario dalla morte. Si entra nel mondo di Leonardo in materia attiva e si possono provare le macchine: partendo dai disegni si arriva a volare o utilizzare i meccanismi più importanti creati dal genio dell’Umanesimo.

Tra le chicche di quest’anno la proiezione di “Antropocene” sul tema ambientale e gli eventi dedicati alle celebrazioni per l’allunaggio a luglio.

 

Memorabile la serata inaugurale. Al tramonto la banda musicale dei carabinieri ha trasportato il mondo in uno scenario surreale con musiche meravigliose “I Pini di Roma” di Respighi, le fantasie felliniane di Nino Rota, e poi Arrivederci Roma in ricordo di Rascel, la marcia de “Il medico della Mutua” per Alberto Sordi,e l’eterno “Roma non fa la stupida stasera”.

La proiezione de “Il Primo Re” in protolatino, con Matteo Rovere alla coraggiosa regia, e Alessandro Borghi a impersonare il libero arbitrio umano e l’eterna lotta con il misticismo ha segnato l’esordio un’edizione che si conferma 25  anni dopo la sua nascita sempre attenta alle idee e alla creatività, non solo nella celebrazione del passato.

 

Isola del cinema & MICE

L’evento dell’Isola del Cinema consente ai gruppi business e incentive di poter usufruire nel tempo libero di alcune visite esclusive da concludere con aperitivo o cena al tramonto.

Sono svelati i segreti dell’Isola Tiberina, grazie alla disponibilità dei Volontari San Riccardo Pampuri, i quali rendono accessibili alcuni luoghi ricchi di storia e mistero.

L’Isola Tiberina era, già nell’antichità, un luogo di pellegrinaggio prediletto per il culto delle divinità; tra cui quello del Dio della medicina Esculapio, per il quale fu costruito un tempio e dove numerosi malati venivano in visita per implorare la guarigione.

 

La chiesa di San Giovanni Calibita è incorporata nella struttura del Fatebenefratelli, e fu costruita su un tempio dedicato a Juppiter Jurarius di cui sono state rinvenute importanti tracce. Il Campanile originariamente medioevale fu ricostruito in stile settecentesco da Cesare Bazzani nel 1930, quando intraprese la ricostruzione quasi integrale del complesso ospedaliero del Fatebenefratelli. L’interno è decoratissimo: nella volta dell’unica navata la Gloria di S. Giovanni di Dio, una delle migliori composizioni di Corrado Giaquinto (1741/42), la Madonna della Lampada ritenuta miracolosa perché pur trovandosi nella nicchia d’origine, proprio vicino al Ponte Quattro Capi, non si spense anche se sommersa da un’alluvione.

Usciti dalla chiesa, a pochi passi in direzione della Piazza San Bartolomeo all’Isola c’è l’uscio di un piccolo oratorio in cui nel XVIII secolo aveva sede la Confraternita dei Sacconi Rossi, così definita per il singolare abbigliamento dei suoi membri, che si occupava di dare degna sepoltura ai suoi membri e, solo occasionalmente, ai morti annegati nel Tevere le cui salme non fossero riconosciute. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1870, la Confraternita giunse all’estinzione essendo state proibite le sepolture in ospedali e conventi, perciò non avevano più ragione d’esistere.

Lungi dal finire nel dimenticatoio il ricordo di tale tradizione è stato protetto dal 1983, grazie alla Venerabile Arciconfraternita di Santa Maria dell’Orto e successivamente dai Fatebenefratelli che ne continuano la commemorazione dei defunti.

La visita si conclude con la discesa sull’Isola Tiberina verso la Nave di Esculapio: a ben guardare i resti di travertino presenti, infatti, ci sono degli altorilievi dedicati ad Esculapio (si intravede infatti il bastone con il serpente attorcigliato), e in effetti tutta l’isola era a lui dedicata. Secondo una delle leggenda, quando Roma fu colpita da una grande pestilenza (291 a.C.), i Romani mandarono una nave in Grecia ad Epidauro, sacra ad Asclepio (trasformato dai Romani in Esculapio) Dio della medicina, per pregare il Dio. Dal tempio uscì un enorme serpente che si rifugiò sulla nave romana, così, convinti che Esculapio si fosse trasformato in un serpente, lasciarono Epidauro in tutta fretta alla volta della Capitale. Giunti a Roma il serpente si gettò in acqua fermandosi proprio sull’isola Tiberina dove poi scomparve. Questo fu interpretato come un segno degli dei e l’isola fu dedicata al Dio della medicina, vi fu costruito un tempio.

info

 

2019-09-05T17:36:46+00:00